Cavalli selvaggi di Cormac McCarthy

Diciamoci la verità, quando si parla di Cormac McCarthy, per molti non è sicuramente questo il primo titolo che viene in mente.

Difatti McCarthy è famoso soprattutto per La strada (The Road) con cui ha vinto il Pulitzter per la narrativa nel 2007 e Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men) da cui è stato tratto l’omonimo film dei fratelli Coen.

Questo romanzo, il cui titolo originale è All the Pretty Horses è il primo dei tre che compongono la Trilogia della Frontiera (Border Trilogy) ed è semplicemente un western, un bellissimo, essenziale, appassionante western.

Il western di McCarthy è però ambientato nell’America degli anni ’40.

Il protagonista della storia è John Grady Cole, un sedicenne texano che un giorno decide di averne abbastanza della vita del paese in cui vive e, insieme al suo amico Rawlins, decide di sellare il cavallo ed andare in Messico per vivere da cowboy.

Poco prima di varcare la frontiera, John e Rawlins si imbattono in un ragazzo che sostiene di avere sedici anni, ma in realtà non può averne più di tredici, che dice di chiamarsi Jimmy Blevins e che monta un cavallo baio decisamente troppobello.

Nonostante la nemmenotroppovelata ostilità di Rawlins nei confronti del ragazzino, John decide che questi può unirsi a loro. Dopo un temporale Blevins si ritrova senza vestiti, pistola e cavallo. Il tentativo dei tre di recuperare il tutto darà luogo a una serie di peripezie che talvolta porterà il lettore ad esclamare ad alta voce #nocazzo!

Tra deserti assolati e haciendas, tra incontri spiacevoli ed passionali, tra lupi e cavalli bradi, comincia l’avventura. Un’avventura che palpita al ritmo di questi bellissimi cavalli selvaggi accarezzati dalla calda luce del tramonto.

Lo stile è asciutto, le descrizioni dei personaggi sono rese, più che dalle loro parole, dalla loro gestualità e dalle loro azioni.

Una storia in cui il grande sogno americano incontra l’ineluttabilità del destino umano.

Per i più curiosi ho ritrovato una chicca del buon vecchio Baricco che, nel lontanissimo ’98, in quel bel programma che era Totem, raccontava in modo accattivante la storia del secondo romanzo della Trilogia: Oltre il Confine (The crossing).

In Italia il romanzo è edito da Einaudi (traduzione di Igor Legati) e si trova nelle librerie virtuali e non a partire dai 7 euro. Ovviamente ne fatto un film, Passione ribelle.

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