Le mille e una notte

Un sultano torna a casa prima del previsto e scopre che la moglie lo tradisce. Uccide moglie e amante e non finisce qui. Va a trovare il fratello, sultano pure lui, che non vede da anni, spia la moglie di questo e scopre che la bella cognatina si dà alle orge con schiavi di tutti i colori. Il sultano racconta allora tutto al fratello e questi decide che, visto che due mogli su due si sono rivelate infedeli, tutte le donne del mondo sono delle sgualdrine. Sposerà quindi una donna al giorno e, per evitare di essere cornificato, la ucciderà all’alba.

Questo non è altro che l’inizio de Le mille e una notte, una serie di racconti arabi dall’origine antichissime narrate, secondo la leggenda, dalla bella Sherazad al sultano per non farsi ammazzare.

La strategia è semplice ma efficace, su “spontanea” richiesta di sua sorella, Sherazad comincia a raccontare una storia che finirà la notte successiva quando magicamente ne inizierà un’altra.

I racconti sono quindi ovviamente lunghi ma ricordatevi che Sherazad allungava il brodo per salvarsi la pelle e probabilmente lo avreste fatto anche voi.

Per il resto ci sono storie carine e si scoprono cose interessanti come il nome delle fessure tra le persiane: le gelosie, che permettono di guardare dall’interno all’esterno ma non viceversa o come il fatto che Aladino prima di diventare un personaggio disneyiano non fosse altro che un coatello di paese molto fortunato.

Last but not least, ovviamente è qui che trovate anche il racconto di Alì Baba e i 40 ladroni. In questa storia, l’oscar come miglior attrice non protagonista va chiaramente alla scaltra schiava, Morgiana che, con il suo ingegno, salva la pelle ad Alì Baba almeno un paio di volte.

Per saperne di più, dovete leggere il libro e se non lo avete, lo comprate qui.

Le mille e una notte su Amazon

io ho a casa i racconti arabi scelti di Antoine Galland – traduzione di Valentina Valente, De Agostini, 1965.

lemilleeunanotte zecchin

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