Il muro invisibile di Harry Bernstein

Harry Bernstein scrive questo suo primo libro alla giovane età di 96 anni.

Ho finito di leggere oggi Il muro invisibile, un libro profondo e toccante in cui l’autore narra in prima persona della sua infanzia e lo fa attraverso gli occhi di quando era bambino. Metto in chiaro che non si tratta di un libro di azione, eppure leggerlo mi ha emozionato come pochi.

Non c’è alcuna ricerca stilistica tra queste pagine. Bernstein ha un modo di comporre nitido, chiaro ed efficace da giornalista qual era. Molto presto però l’efficacia e la pulizia della scrittura si intrecciano con la profonda umanità dei ricordi,

Harry ha quattro anni ed è l’ultimo di cinque figli di una famiglia ebrea di polacchi emigrati in Inghilterra.

Figura chiave della storia è la mamma di Harry, il cui nome non sarà mai rivelato nel libro. La mamma è molto dolce e anche molto religiosa, con tutti i pregiudizi che questo comporta. E’ una donna che, nonostante un marito alcolizzato e violento, soffoca le proprie sofferenze e sopporta ingiustizie ed umiliazioni pur di provvedere ai suoi figli e cercare di dar loro una vita migliore di quella che è toccata a lei. Il suo grande sogno è quello di trasferirsi un giorno in America, quello di andare oltreoceano è considerato infatti dalla Mamma come la panacea di tutti i mali.

Altra protagonista femminile, è la sorella più grande di Harry, Lily. Lily è una bella ragazza, studiosa, colta e dalle ampie vedute. Sarà la prima ragazza della sua scuola a vincere una borsa di studio, purtroppo però il suo sogno le sarà brutalmente strappato via.

La loro povera casa si allinea con altre simili su una strada di ciottoli di una cittadina industriale nel nord dell’Inghilterra. Una strada come tante, ma solo in apparenza, perché al suo centro corre un muro invisibile: quello che separa gli ebrei da una parte, i cristiani dall’altra.

Due mondi con usanze, credenze, pregiudizi diversi si fronteggiano, quasi non fossero parte di un’unica realtà, quella della miseria.

Incombe su di loro la prima guerra mondiale, breve parentesi in cui le donne ebree e cristiane piangono insieme e i bambini, ebrei e cristiani, giocano insieme.

Cessata la guerra, torna ad ergersi il muro invisibile, un muro che verrà intaccato e scalfito dall’amore di Lily per un ragazzo cristiano, Arthur.

Una storia vera, che fa sorridere e piangere allo stesso tempo. Un libro attuale oggi più che mai.

Il libro è edito da Piemme, traduzione di Cristina Lenzi. Potete trovarlo qui:

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Il mio flusso di coscienza mi ha fatto venire in mente altre discriminazioni come quelle testimoniate in “Selma – la strada per la libertà”, il bellissimo film di Ava DuVernay che rievoca le marce da Selma a Montgomery che dal 1965 segnarono l’inizio della rivolta per i diritti civili negli Stati Uniti.

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