E voi siete uomini d’amore o uomini di liberta?

Buon pomeriggio a tutti! Ma soprattutto buon 8 Dicembre!
Questo giorno per me, da quando ho memoria, ha un unico scopo: mettere su l’albero di Natale.
E allora oggi condivido con voi alcune riflessioni filosofiche del prof. Bellavista.
In sostanza, gli uomini si dividono in uomini d’amore e uomini di libertà, a seconda se preferiscono vivere abbracciati l’uno con l’altro oppure preferiscono vivere da soli per non essere scocciati.
Gli uomini d’amore non hanno bisogno di spazio: fosse per loro vivrebbero sempre abbracciati l’uno con l’altro.
Come si fa a riconoscere se un uomo è o non è un uomo di libertà?
E’ semplicissimo: l’uomo di libertà preferisce l’albero di Natale; l’uomo d’amore invece preferisce il Presepe.
Gli uomini di libertà amano farsi la doccia, gli uomini d’amore invece preferiscono farsi il bagno: la doccia è milanese perché ci si lava meglio, consuma meno acqua e fa perdere meno tempo; il bagno invece è napoletano: è un incontro con i pensieri, un appuntamento con la fantasia. 

Il presepe dice il professore per noi napoletani è una cosa veramente importante, lei ingegnere scusi preferisce il presepe o l’albero di Natale?

Il presepe, ovviamente.

E ne sono contento per lei mi dice il professore stringendomi la mano. Veda, gli esseri umani si dividono in presepisti ed alberisti e questa è una conseguenza della suddivisione del mondo in mondo d’amore e mondo di libertà ma questo è un discorso lungo che potremo fare un’altra volta, oggi invece vi vorrei parlare del presepe e dei presepisti

Forza professò dice Salvatore. Parlateci del presepe che qua stanno i ragazzi vostri!

Dunque , come vi dicevo, la suddivisione in presepisti ed alberisti è tanto importante che, secondo me, dovrebbe comparire sui documenti d’identità come il sesso ed il gruppo sanguigno. E già per forza, perché altrimenti un povero dio rischierebbe di scoprire solo a matrimonio avvenuto di essersi unito con un cristiano di tendenze natalizie diverse. Adesso sembra che io esageri, eppure è così: l’alberista si serve per vivere di una scala di valori completamente diversa da quella del presepista. Il primo tiene in gran conto la Forma, il Denaro e il Potere; il secondo invece pone ai primi posti l’Amore e la Poesia. [… ]

[…] Dice il professore che l’umanità si divide in quelli che si fanno la doccia e in quelli che si fanno il bagno.

Veramente interrompe Saverio ci sono pure quelli che non si fanno né la doccia né il bagno.

Statte zitto Save’, dunque vi dicevo che secondo il professore l’uomo produttivo, il milanese, preferisce la doccia: consuma meno acqua, meno tempo e si lava meglio. Il napoletano invece, se si decide, preferisce il bagno: s’intallea come si dice a Napoli, cioè si attarda e tiene tutto il tempo che vuole per pensare, e già perché se ci riflettete un momento, per poter pensare, voi dovete stare contemporaneamente comodo e solo, ora in casa c’è sempre qualcuno che vi dà fastidio e che vi chiama o per una cosa o per un’altra. Nella stanza da bagno invece no: uno si chiude dentro, si sdraia nella vasca e aspetta che l’acqua diventa fredda.

Io però adoro l’albero e, potendo scegliere, preferisco il bagno alla doccia.. come la mettiamo?!! 🙂

Per leggere  Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo, basta cliccare qui

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7 Pensieri su &Idquo;E voi siete uomini d’amore o uomini di liberta?

  1. l’albero, come del resto babbo natale sono simboli e costumi se non erro di tradizione nord-europea mentre il presepe lo sento più mediterraneo ;), più legato alle radici cristiane. Tendo per quest’ultimo anche se capisco il fascino per l’albero! Ciao
    P.s. così parlò bellavista è un libro assolutamente da leggere, come del resto il film è un capolavoro dell’arte scenografica partenopea

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    • io sono del centro-sud e come ho scritto preferisco l’albero, ma non saprei dirti perché.. De Crescenzo è un maestro nel rendere immediati alcuni concetti filosofici e non solo .. Concordo con te. Assolutamente da leggere.

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      • io sono del profondo sud ma vivo nel profondo nord (per il solito lavoro) e non manco mai di fare il presepe : mi riporta un po’ a casa. Faccio anche l’albero logicamente ma forse è solo per coniugare i due estremi cardinali ;). Ciao

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  2. Nel presepe c’è una logica derivante dalla fantasia di chi lo crea mista a ricordi di infanzia. Oltre ogni proporzione (pecore più grandi di case e pastori più alti di alberi) è proiezione di se stessi.
    Come diceva lo stesso Prof. Bellavista, il presepe è vero perchè racconta una storia!

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    • Concordo! io non sono una fan del presepe eppure ricordo con dolcezza la ricerca del muschio che facevo con i miei da piccola (quando ancora era lecito) e ascolto tutt’oggi meravigliata il mio compagno che mi racconta le storie di ogni personaggio del presepe che mette su 🙂

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